domenica 5 dicembre 2010

Social web: tre quesiti legittimi

Recentemente mi è capitato di leggere un articolo a firma di Guido Scorza, ripreso da poi da Walter Giannò su BlogSicilia
In tale articoli si criticano pesantemente le interrogazioni parlamentari presentate dall'On Giorgio Jannone circa alcune problematiche relative all'utilizzo della Rete.
Incurosito dalla questione ho deciso di non fidarmi di quanto scritto ed ho deciso di documentarmi meglio per farmi una mia opinione, leggendo l' intero testo delle interrogazioni presentate.
Con grande disappunto mi sono reso conto dell'estrema superficialità con cui il sig. Scorza ed il sig Giannò affrontano delle questioni serie che dovrebbero essere trattate in altro modo.

Andiamo con ordine e poniamoci una domanda fondamentale che non può più essere ignorata: quanto influisce la Rete nelle nostre relazioni sociali ? la risposta è MOLTO.
Prima la Rete a rivoluzionato il modo di lavorare, poi la Rete ha rivoluzionato il modo di informarci. Ora la Rete rivoluziona il modo in cui ci relazioniamo gli uni agli altri.

Purtroppo ogni novità porta con se opportunità e pericoli. Le Automobili hanno portato gli incidenti, gli Aereoplani i disastri Aeri. Quindi, a mio avviso, porsi delle domande inerenti l'uso di nuove tecnologie non è sbagliato. Sbagliate, al limite, possono essere le risposte, ma non è questo il caso

Sull'uso compulsivo della Rete si discute dal 1995 quando uno psichiatra americano coniò il termine IAD (Internet Addicted Disorder). Sull'esistenza di tale patologia in senso clinico nella comunità scientifica non vi è ancora un'accordo, anzi la disputa è molto accesa, ma sono numerosi i professionisti che sostengono l'esistenza nuove forme di dipendenza. Secondo alcuni le patologie da dipendenza (le nuove dipendenze) sono molte ed hanno diverse forme.
In italia esiste uno specifico istituto specializzato nelle patologie da dipendenza: si va dallo shipping compulsivo. alla dipendenza da internet, alla dipendenza dai videopoker. Se si ammettono tali tipi di patologie il primo quesito risulta non solo lecito, ma doveroso.
Nella prima interrogazione, l'On. Jannone si chiede semplicemente, ammesso che ci siano dei casi patologici, e, da quanto detto sopra, non è da escludere che ci siano, che tipo di aiuti queste persone possano ricevere.

La seconda interrogazione , anch'essa legittima, a mio avviso è di portata più ampia. L' uso distorto della Rete è sotto gli occhi di tutti. La vita social che si è positivamente inserita nella nostra esistenza rischia di divenire un flagello divino se non viene prestata attenzione. La prima questione che fa affrontata è la seguente: siamo pronti come esseri umani da affrontare l'era dei Social Network.
Portare la violenza delle relazioni sociali nella Rete è molto semplice e per nulla rischioso. Pubblicare una foto "antipatica" o fare un commento sulla propria bacheca per deridere qualcuno è, ormai, all'ordine del giorno.
Una società responsabile deve porsi degli interrogativi. Prima di criticare questo quesito guardate il video qui sotto,che nella sua comicità nasconde inquietanti verità.



L'ultima interrogazione prlamentare è tra tutte la più sensata. Recentemente si è parlato diffusamente di bot-net "reti oscure al servizio di entità non meglio identificate, pronte per sferrare micidiali attacchi DDOS. Quello che la maggior parte non sa è che qualunque computer può far parte di una bot-net, in quanto le bot-net operano all' oscuro dei propri possessori. Le bot-net vengono create tramite la diffusione di virus appositamente costruiti che rendono i computer controllabili in remoto. Perchè? Non certo per i segreti di pulcinella di ognuno di noi, ma per creare degli attacchi coordinati.
Alcuni molto superficialmente, considerano questo quesito inutile in quanto basta delegare tali competenze alla polizia e/o Magistratura. La verità è che la Polizia può investigare solo accadimenti. Quello che serve è una struttura di difesa preventiva.
Personalmente penso che in un mondo dove le relazioni sociali sono destinate a spostarsi tramite bit su linee di comunicazione veloci, anche il concetto di sicurezza va rivisto.

A coloro che giudicano questi quesiti fuori luogo o risibili chiedo: se non ora, quando? Domani, tra un mese? Tra un'anno?
Non dimentichiamoci che quando si parla di internet il tempo va considerato diversamente: Facebook, ad esempio, in un anno ha raddoppiato gli utenti passando da 250 milioni (luglio 2009) a 500 milioni (luglio 2010).

In questo contesto, mi pare legittimo per chiunque porsi certe domande, anche se a prima vista tali interrogativi non sembrano certamente quelli più urgenti.

Aggiungo una considerazione personale a quanto detto. Facebook è un azienda privata che gestisce i dati come a lei aggrada. Se e vero che i social network sono una rivoluzione bisognerebbe trovare una soluzione OpenSource distribuita, con una legislazione adeguata in modo che i dati condivisi siano veramente di tutti e non di proprietà del sig Mark Zuckerberg

Concludo scusandomi con il lettore per il lungo post, ma mi sembrava doverso fare un attenta analisi del perchè certe domande a mio avviso siano legittime, se non doverose. Comunque mai pericolose.

Mi dispiace solo che certi blogger come Guido Scorza o Walter Gianno abbiano scritto degli articoli a mio avviso molto superficiali e fuorvianti, guidati da non so cosa ma, sicuramente non da una serena valutazione degli interrogativi posti. Le critiche andranno fatte, semmai, sulle risposte o sull'assenza di risposte.  

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