domenica 21 febbraio 2010

Geotagged social network a new era

Cos'è il geotagging, per una descrizione accurata seguite il link che vi rimanderà al solito wikipedia. Per i pigri dirò che è un modo in cui i vari dispositivi elettronici dotati di GPS allegano a qualcosa (una foto, un post verso un social network ecc), uan posizione geografica.
L'aspetto interessante è poprio quello legato ai social network. Twitter ad esempio ha introdotto recentemente la possibilità che le applicazioni che si interfacciano a questo social network possano inserire negli aggiornamenti di stato (detti tweet in gergo), la posizione, se disponibile, di chi scrive.
Dal momento che a differenza di Facebook, twitter e nato più come social network mobile cominciano ad essere presenti applicazioni che collezionano dati di posizione dal gps del telefonino.
Le possibilità sono pressochè infinite. Una cosa carina è quella che fa gravity, client twitter per Symbian. Permette di vedere tutti gli utenti che sono vicino alla tua posizione geografica.
Questo si sposa abbastanza bene con la filosofia di twitter che a differenza di facebook non prevede un rigido controllo degli accessi tramite il concetto di amicizia. In brave con twitter si dice qualcosa al mondo e chiunque, anche chi non é iscritto al servizio, può leggerlo. Ovviamente vi è un opzione per aumentare la privacy, ma va abilitata esplicitamente.
In questo logica di idee la posizione geografica e disponibile pubblicamente, e quindi permette di permette di trovare persone "vicino a noi" ma che, per cosi dire, non sono nostre "amiche" nel senso usuale dei social network.
Twitter è stato tra i primi grandi social network ad implementare il concetto geotagging ma presto arriveranno anche gli altri. Nel bene e nel male siamo sempre più vicini, sempre più coscienza collettiva e sempre meno individui...
Non penso che questo sia negativo, penso solo che come al solito bisogna adattarsi imparando le regole del gioco, ormai la "nuova frontiera" non è più un espressione solo per addetti ai lavori che stanno dentro qualche oscuro laboratorio, ma è un'espressione che può essre applicata ad ognuno di noi.

giovedì 11 febbraio 2010

E-Books

Qualcuno dice che il 2010 sarà l'anno del libro elettronico. Può darsi, ma non lo darei così per scontato. Premesso che sono ignorante come una capra e leggo veramente poco, quei pochi libri che ho letto, libri di carta, sono stati per me un piacere, da assaporare poco a poco.
Il punto è proprio questo. Se uno che non ama la lettura la pensa così, chissa come la penseranno i puristi della lettura!!
Una altro svantaggio dei libri elettronici è l'alto costo degli E-Reader da 250 a 700 euri a seconda della dimensione del display.
E-Book sconfitto in partenza allora?
No! E-Book destinato ai clienti sbagliati!!
Esistono opere letterarie, che, proprio perchè sono "opere", sono immutabili nel tempo, viceversa vi sono una moltitudine di pubblicazioni tecniche che evolvono molto velocemente.
Senza voler entrare nel solito capo dell'informatica, si pensi, ad esempio ai decreti attuativi delle varie leggi finanziarie.
Si pensi alle varie edizioni del codice civile od alla gazzetta ufficiale..
Per quanto le "opere" letterarie siano immutabili, la conoscenza in forma scritta è in continua evoluzione.
In questo contesto sarebbe assai bello poter "aggiornare" il manuale senza dover comprare l'ennesima nuova edizione riveduta, corretta ed integrata.
In tale contesto anche la spesa per un E-Reader molto più giustificata. Dopo tutto cos'è più probabile: che l'appassinato di libri spenda 700 euro per leggere l'ultimo romanzo di Dan Brown o che il commercialista di turno faccia un investimento per rimanere costantemente aggiornato nell'ambito della sua professione?